Collettiva, queer, autonoma: ecco Asterisco, la casa editrice differente che non resta indifferente

Asterisco è una casa editrice indipendente, nata a Milano nel 2019. E’ un progetto «femminista, queer e nerd» creato da Mauro, Marta P. Marta C. e Saura – «amichesse, compagne, persone che si sono conosciute frequentando la politica dei collettivi e delle reti di movimento», come dice Saura che mi ha parlato delle idee di questo collettivo editoriale esplosivo.

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Marta Palvarini, detta Martu; Laura Fontanella, detta Saura, Elena Biagini, Mauro Muscio e Marta Cotta Ramosino alla presentazion del libro “I movimenti omosessuali di liberazione”, prima uscita di Asterisco – Maggio 2019

Come e perché nasce l’idea di creare Asterisco Edizioni?

L’idea ci è venuta in mente lo scorso inverno.

Dopo anni spesi facendo militanza politica, facendo collettivo, organizzando spazi occupati eravamo tutt* stati catapultati nel mondo del lavoro il quale aveva assorbito gran parte delle nostre energie.
Dopo anni passati a costruire un mondo altro, ci trovavamo ad essere stat* fagocitati dal mondo stavamo cercando di demolire. O eravamo stat* completamente risucchiati dalle dinamiche lavorative – tanto da non riuscire più a star dietro ai ritmi della politica movimentistica, ai ritmi del collettivo – o eravamo in una condizione di estremo affanno. Tuttavia, il fare politica, il sentirsi utili, il sapere di star facendo anche qualcosa di piccolo ma di costruttivo, ci mancava.

Dal momento che tutt* noi coltivavamo ancora la voglia di contribuire ad una cultura differente, ad una cultura altra, che desse voce a chi una voce non l’ha mai avuta, ci dicemmo che fare libri – e diffonderli – potesse essere il nuovo strumento di cui dotarci.
Asterisco Edizioni, quindi, nasce dalla necessità di cambiare, pagina dopo pagina, libro dopo libro, la società in cui viviamo: nasce dalla temperanza di un gruppo di militanti che non sono riuscit* a rimanere indifferenti.

Perché il nome Asterisco?
Abbiamo scelto il nome Asterisco Edizioni perché l’asterisco è il simbolo con cui si cerca, all’interno di un sistema lingua sessuato e binario, di dare voce alle marginalità, alle soggettività oppresse e dimenticate. L’asterisco rappresenta tutte le possibilità contemporaneamente, è una raggera di opzioni diverse, una estrema apertura, l’opportunità di sentirsi rappresentat*. L’asterisco non vuole annientare le differenze, non vuole livellarle dietro ad un unico simbolo ma, al contrario, vuole renderle tutte visibili.

Il vostro progetto mette al centro le minoranze – sessuali e di genere. Come vengono trattati questi temi dal giornalismo e dal mondo dell’editoria?

Purtroppo il mondo del giornalismo non è affatto formato sulle questioni di genere.
Ogni giorno, purtroppo, vengono pubblicati articoli dai titoli raccapriccianti,  articoli basati su narrazioni cariche di stereotipi violentemente discriminanti, articoli i cui  testi sono fittamente intessuti di clichés e pronominazioni sfalsate.
A volte queste pubblicazioni dipendono da giornalisti e giornaliste non informate. Altre volte, invece, chi scrive è in cattiva fede: è cioè pront@ a riprodurre modelli etero-cis-patriarcali in cui, evidentemente, si crede con fermezza.  Una donna trans viene subito descritta attraverso i suo dead-name, una donna vittima di abuso o violenza domestica per mano del compagno viene prontamente descritta come una adescatrice o provocatrice. Il problema è serissimo.
I giornali che, scrivendo, reiterano questo modello, ne legittimano la riproduzione anche in società.
L’editoria si muove in modo differente. Fioriscono in questi anni le proposte editoriali LGBITQ*: romanzi, fumetti, saggi. Lo stesso vale per le questioni femministe: si assiste ad una vera e propria primavera fatta di proposte sfaccettate – un po’ per tutti i gusti e le correnti. Anch’essa in fioritura, seppur con qualche difficoltà aggiunta e dovuta ai gruppi di estrema destra e ai loro “allarmi gender”, l’editoria per l’infanzia attenta alle narrazioni prive di stereotipi di genere, classe e razza.
Quello che per noi è importante non è solo stampare libri che trattino di determinate tematiche ma è fare di quelle tematiche le nostre pratiche quotidiane.

Quali sono i valori del vostro progetto editoriale?
Un valore per noi imprescindibile è sicuramente l’orizzontalità. Asterisco Edizioni è un collettivo editoriale che opera secondo dinamiche collettive,  orizzontali in cui non c’è nessun@ capo, nessun vice e nessun sottoposto. Cerchiamo, attraverso i nostri sforzi quotidiani, di decostruire le dinamiche di potere tipiche dei luoghi di produzione – sia essa materiale e\o culturale.

Come si lavora ad Asterisco?
Collettivamente. Cerchiamo davvero il più possibile di prendere decisioni comuni insieme, discutendo e arrivando alle conclusioni mediante consenso. Una volta al mese circa, cerchiamo di ritagliarci tempo e spazio per organizzare momenti di autocoscienza entro i quali parlare di come stiamo noi all’interno di questo progetto editoriale. Cerchiamo, insomma, di monitorare non solo il nostro lavoro ma anche il nostro stare, essere e vivere dentro questo progetto.

Come scelta politica ed etica, abbiamo scelto di non utilizzare Amazon per la distribuzione dei nostri testi.  Non vogliamo essere complici dello sfruttamento delle lavoratrici e del lavoratori della logistica e delle spedizioni né vogliamo essere complici dello strozzamento e della conseguente morte delle librerie indipendenti presenti sui nostri territori.

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Il libro “I movimenti omosessuali di liberazione” di Mariasilvia Spolato con prefazione di Elena Biagini

Quante pubblicazioni avete all’attivo?
Per ora, siamo alla terza pubblicazione. Abbiamo pubblicato, assieme ad una introduzione della ricercatrice Elena Biagini, “I Movimenti Omosessuali di Liberazione” di Mariasilvia Spolato, attivista lesbica morta lo scorso anno. Abbiamo pubblicato una raccolta di vignette lesbiche intitolata “Non facciamone un Lesbodramma” della artista romana Francesca Damato, detta Frad e stiamo per pubblicare “New Kamasutra. Didattica sadomasochistica” dell’architetto e attivista gay Corrado Levi

Progetti futuri?
Un gioco di ruolo! Lanceremo presto una campagna di crowdfunding. E’ un gioco di ruolo ideato dalla game designer Martu Palvarini e intitolato Dura-Lande. Questo gioco, che verte su un sistema di regole tutto nuovo e inventato dalla stessa Martu e dal suo team, è un gioco anticapitalista, antirazzista e che avrà per ambientazione un Post-Mediterraneo travagliato e devastato dalla cosiddetta poliorcesi – una guerra totale che ha spazzato via quasi tutto.

Tra i progetti in cantiere, abbiamo anche un saggio sulla traduzione transfemminista queer, un elaborato di Laura Fontanella, attivista che, dopo gli studi in lingue, ha presentato in diverse città – Milano, Roma e Bologna – un laboratorio sull’argomento. Il testo, introdotto dalla ricercatrice e attivista Michela Baldo, parlerà di lingue, traduzioni, politica e genere: ci porterà ad interrogarci su quanto – e come – la traduzione possa essere uno strumento per far emergere soggettività LGBITQ* e di donne da un testo all’altro

Nel nostro calderone bolle molto altro; un libro per bambin* di Claudia Pandolfi – anche membro della community Donne Dadi e Dati – , illustrato da Clara Gargano, in collaborazione con l’educatrice ed editor Sofia Gambaro. Il 2020, invece, inizierà con una sorpresa.

Un consiglio a chi è ancora diffidente nei confronti dell’editoria e del giornalismo queer
Purtroppo, spesso chi è diffidente nei confronti di determinati concetti, chi è diffidente rispetto certe narrazioni lo è non solo per ragioni di schieramento politico ma, guardando più a fondo, per ragioni di classe, per ragioni legate all’accesso al mondo dell’istruzione. Noi tutt* abbiamo avuto il privilegio di accedere all’università, di vivere in città grandi come Milano o Roma in cui abbiamo avuto, di nuovo, il privilegio di incontrare persone intellettualmente stimolanti.
A chi è diffidente non consiglio di leggere di più – sarebbe, classista, penso – ma consiglio di ritrovare la curiosità e di buttare via quell’arrendevolezza e quella pigrizia che ha reso il mondo sempre uguale a sé stesso per secoli e secoli.

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